Due uomini, un nome. John Waine Gacy

Ancora una volta, comincia tutto con qualcuno che viene torturato psicologicamente e fisicamente dalla propria famiglia.

L’infanzia sterminata.

L’adolescenza distrutta, e poi, inevitabilmente, il male assoluto.

Ma in questa storia compare un elemento diverso dai precedenti casi che abbiamo trattato. Anzi due.

Oltre alla violenza familiare, qui si aggiunge anche un incidente fisico che più di un’esperto sostiene abbia compromesso l’integrità psicologica del soggetto.

Inoltre, l’uomo di cui vi parliamo, a un certo punto della sua esistenza si è praticamente scisso in due. Da una parte,uno dei migliori padri di famiglia che si possano immaginare, nonché persona socialmente ben integrata e punto di riferimento della propria comunità, rispettato e ben voluto da chiunque.
Dall’altra parte invece, uno dei più spietati, perversi e feroci serial killer della storia. Due uomini contrapposti, un solo nome: John Waine Gacy.

John nasce a Chicago il 17 marzo 1942.
Il padre, John Stanley Gacy, un alcolizzato,contribuirà enormemente nel trasformare il proprio figlio in un assassino esemplare .

Il piccolo John è un bambino sovrappeso e subisce continue molestie fisiche e psicologiche da parte del padre.
Le percosse sono all’ordine del giorno. Le percosse sono alla base del suo primo ricordo d’infanzia; a 4 anni smonta senza volere un macchinario che il padre sta costruendo e quest’ultimo, per punirlo, lo picchia con una cinghia di cuoio, a lungo. Molto a lungo.

John viene regolarmente ridicolizzato dal proprio papà e messo a confronto con le sorelle.

John è stupido, grasso ed effeminato, o almeno questo è ciò che gli ripete costantemente il padre, sottolineando il tutto con una buona dose di schiaffi e cinghiate giornaliere.

Madre assente, nessun aiuto esterno, nessuna benevolenza.

A 9 anni, le porte dell’inferno si spalancano del tutto: Gacy viene molestato sessualmente da un amico di famiglia.

Il quadro della violenza è completato.

Poi, come se non bastasse, arriva l’incidente, il trauma fisico. A 11 anni, cadendo dall’altalena sulla quale sta giocando, Gacy sbatte violentemente la testa. L’incidente gli causa un forte ematoma cranico che verrà diagnosticato soltanto 5 anni più tardi. Tra il trauma e la diagnosi, Gacy soffre spesso di forti mal di testa e di perdita temporanea della memoria. Il ristagno di sangue verrà poi rimosso chirurgicamente.

E ancora, a 17 anni gli viene diagnosticata anche un’insufficienza cardiaca, che Gacy si porterà dietro tutta la vita.

Stupido, grasso, malato, molestato, seviziato, solo.

Nessun calore materno, un padre diabolico, e nient’altro che il male che permea ogni fase della sua vita. Psicologico e fisico.

Da qui in poi però, accade ciò che non ci si aspetterebbe. Gacy non diventa un uomo sbandato, un criminale violento, un reietto della società.

Si laurea in economia e commercio, diviene membro del partito democratico,
si candida alle elezioni comunali, è direttore di un negozio, si sposa con la bella e giovane Marlynn Myers.

Si trasferisce con la moglie nell’Iowa dove, grazie al suocero, diventa dirigente di una catena di ristoranti. La coppia dà alla luce due bambini che adorano il papà.

Tutto perfetto. Troppo bello per essere vero. E infatti…

Un altro John Waine Gacy compare sulla scena e rovina tutto. E’ un Gacy con istinti omosessuali a lungo repressi. E’ un Gacy ossessionato da materiale pornografico, che cerca di attirare giovani ragazzi e ottenere rapporti sessuali. Consensuali o con la forza, non fa differenza.
E’ un Gacy che alla fine viene condannato per sodomia e violenza, a 10 anni di reclusione. La moglie divorzia immediatamente.
Fine del matrimonio, lavoro perso, tutto in fumo.

Dopo nemmeno un anno e mezzo però, viene rilasciato sulla parola per buona condotta e torna a vivere con la madre.

Il padre non c’è più, John Stanley è morto.

Ricompare il “buon” Gacy, che passa dal fare il cuoco, ad aprire una propria impresa edile. Si risposa, mette su famiglia e prospera nel lavoro.
Contemporaneamente diventa molto attivo nel settore sociale della comunità, offrendosi di intrattenere i bambini, durante le feste, vestito da clown.
E’un onorato e rispettato membro democratico della comunità di Chicago.

Fa parte del ”Jolly Joker Clown Club” i cui membri volontari, tutti mascherati da pagliacci, si esibiscono senza scopo di lucro in manifestazioni di beneficenza e negli ospedali, dove portano un sorriso ai bambini malati.
Nel 1975, Gacy crea il suo personaggio: “Pogo the clown”.
Si disegna da solo i costumi e crea il suo personale trucco. Fa felici decine di bambini negli ospedali e tutti lo adorano.

E il “cattivo” Gacy dov’è? L’omosessuale represso, lo stupratore, e di lì a poco, l’assassino dall’efferatezza disarmante?

E’ lì, negli stessi panni, sotto lo stesso trucco, sotto lo stesso amabile sorriso.

John Waine Gacy colleziona dapprima qualche denuncia per molestia sessuale e in seguito, uccide.

Uccide 33 volte. 33 ragazzi,tutti sotto i 21 anni di età.

John violenta, tortura, strangola, accoltella e seppellisce i cadaveri.
Li seppellisce nella cantina della propria abitazione.
Nel 1978 la polizia, alla ricerca dell’ennesimo giovane scomparso,bussa alla porta di John, per interrogarlo.
L’odore dei corpi in decomposizione che si propaga ovunque non lascia spazio a dubbi.
Gli ufficiali scendono in cantina e, trovano l’orrore totale.

John viene arrestato e condannato alla pena di morte.
Alla notizia del suo arresto, la comunità cittadina rimane incredula e sconvolta: Gacy è conosciuto da tutti come un uomo generoso, gran lavoratore, nonché un devoto padre di famiglia.

Il 10 maggio del 1994 una iniezione letale mette fine alle vite dei due Gacy.

Fine di un sadico serial killer, fine di un beniamino della propria comunità, fine di qualcosa di assurdo, grottesco, terribile e inspiegabile.

Ci sono dei punti certi in questa storia:

John è stato un bambino brutalizzato dalla famiglia e dagli amici di famiglia.

John è stato un ragazzino sfortunato che si è ferito gravemente alla testa mentre giocava.

John ha conosciuto il sesso nel peggior modo possibile, violentato dal proprio papà e da un amico del papà, per anni, gli anni dell’infanzia.

John Waine Gacy poteva essere UNA persona rispettabile, un padre e un marito amorevole,
amato da tutti. E lo è stato.

Ma c’era anche un altro John, aggrappato alla vendetta, gonfio di risentimento, dilaniato dal proprio passato, represso e schiacciato per troppo tempo, che non ha voluto rimanere in silenzio.

E così, L’Incubo.